mercoledì 17 settembre 2014

Lezione di politica, ecco il finanziamento pubblico in Germania

GERMANIA: 
In Germania, i partiti si sovvenzionano con tre canali: quote associative, donazioni private e sussidi statali. Un meccanismo simile a quello italiano, con una differenza di base: il principio di "
trasparenza" che presiede per costituzione qualsiasi movimento finanziario da e verso i partiti. I contributi statali, fissati a un tetto massimo di 133 milioni, vengono erogati con due criteri: a) contributo proporzionale rispetto ai voti ricevuti (Wählerstimmen), un gettone di 0,85 centesimi a voto fino ai 4 milioni di schede e di 0,70 a voto dai 4 milioni di schede in poi; b) contributo calcolato sull'autofinanziamento (Zuwendungsanteil), un "surplus" statale di 0,38 euro per ogni euro ricevuto in donazione o a titolo di quota di iscrizione da una persona fisica, senza superare il tetto dei 3.300 euro annui. L'accesso è sbarrato da due soglie minime: i risultati elettorali e la raccolta di fondi. Per quanto riguarda i primi, sono "eleggibili" i partiti che superano la percentuale dello 0,5% di voti nelle elezioni nazionali e del 1% nelle sessioni locali in uno dei 16 Landastag, gli stati federali. Per quanto riguarda i secondi, l'importo totale del finanziamento pubblico non può superare i fondi cumulati con donazioni private, considerati come una certificazione "di fatto" del radicamento sul territorio dei partiti. In altre parole la popolarità effettiva di un partito si rispecchia nelle donazioni, e le donazioni bilanciano in positivo o negativo la "finanziabilità" degli inquilini del Bundestag. Nel 2010, il partito centro-democratico (il Cdu) e quello socialdemocratico (Spd) hanno incamerato da soli finanziamenti pari a due, tre, quattro volte tanto le altre sigle rappresentate nel parlamento di Berlino: dai 42.882.008 euro del partito della Merkel ai 585.162 raggranellati dai "Piraten".

martedì 9 settembre 2014

Dibattito pubblico tra ex Dc, anche un andreottiano

Si terrà all' Hotel Porta Maggiore a Roma, in data 18/09/2014 alle ore 15.00, un' incontro tra ex dirigenti del partito della 'balena bianca'. Gli organizzatori del dibattito, amch' essi ex dirigenti, Alessandro Marinangeli e Franco De Simoni, hanno scelto il tema: CHE COSA FU LA DEMOCRAZIA CRISTIANA NEGLI ANNI 1945-1995, COSA E’ ORA LA DEMOCRAZIA CRISTIANA, COSA VORREMMO RITORNASSE AD ESSERE LA DEMOCRAZIA CRISTIANA PER IL VENTUNESIMO SECOLO”. Gli stessi organizzatori tengono a precisare che l' incontro è esteso anche ai piu giovani. Ecco un passaggio dell' invito all' evento: "Questo nostro vecchio, storico Partito dopo aver vissuto 50 anni di gloria e di riconoscimenti, negli ultimi 20 anni è caduto nel dimenticatoio e nel disprezzo, purtroppo con il silenzio e la complicità dei suoi grandi beneficiati. Insieme a molti amici, anche autorevoli, abbiamo sofferto lo ostracismo di tanti, ma in particolare dei grandi poteri e delle grandi lobbie. Sorvoliamo, per carità di patria, sul comportamento, tradotto in mercimonio, della stragrande maggioranza dei parlamentari e dei burocrati, che con la Democrazia Cristiana avevano goduto in tutti i sensi. Affermiamo ciò con cognizione di causa, avendo molti di noi vissuto nelle istituzioni di ogni tipo per oltre 25 anni ed avendoli conosciuti tutti o quasi. L’ultima stretta al cuore, insieme ad altri amici, l’abbiamo avuta il 19 ultimo scorso, alla commemorazione del sessantesimo anniversario dalla morte di Alcide De Gasperi. L’unico ex grande esponente della vecchia Democrazia Cristiana presente era Castegnetti, ma per recare la corona del Partito Democratico e l’On. Pietro Giubilo, ultimo sindaco DC di Roma. Ciò detto, il motivo di questo nostro scritto, che suona come un invito a tutti coloro che hanno ancora nel cuore e nella mente i valori di De Gasperi e di tutti gli altri suoi successori negli anni a seguire, è di comunicarvi che noi stiamo lavorando per rimettere in piedi la Democrazia Cristiana, non solo a livello nazionale, cosa che stiamo facendo da tempo, pur con le nostre debolezze, ma ripartendo dai comitati cittadini, provinciali e regionali. Essendo noi romani, intendiamo partire dalla regione Lazio. Il solo pensiero ci fa tremare le vene e i polsi, considerato che non solo nel Lazio, ma anche a livello nazionale hanno operato a nome della Democrazia Cristiana romani del calibro di Andreotti, Petrucci, Darida, Signorello, Evangelisti, Bubbico, Galloni e tanti altri grandi anche di calibro minore."

sabato 6 settembre 2014

La satira del Presidente | "Perchè la stupenda frase.."

“Perché la stupenda frase «la giustizia è uguale per tutti» è scritta alle spalle e non davanti ai magistrati?” (Giulio Andreotti)

venerdì 5 settembre 2014

Frasi celebri del Presidente | "Si fa bene a tenere.."

Si fa bene a tenere un diario, ed è utile che tanta gente lo sappia (Giulio Andreotti)

Foto LaPresse

Torna il biancofiore, ecco i partiti che confluiranno

Costituente popolare: Ecco, ad oggi, chi confluirà nel ritorno del biancofiore:
UNIONE DI CENTRO (Lorenzo Cesa)
NUOVO CENTRODESTRA (Angelino Alfano)
POPOLARI PER L' ITALIA (Mario Mauro)
CRISTIANO DEMOCRATICI UNITI (Maurizio Eufemi)
ASS. LIBERI E FORTI (Ettore Bonalberti
RINASCITA POPOLARE (Publio Fiori)
ASS. DEMOCRAZIA CRISTIANA (Gianni Fontana)
FED NAZ DEI PARTITI REG DEMOCRISTIANI (Luigi Baruffi)
Tra parentesi i leader dei partiti corrispondenti.

giovedì 4 settembre 2014

Novanta parlamentari pronti ad un partito popolare | Reazione della redazione

Questi sono i numeri che raggrupperebbero il nuovo partito di centro nel Parlamento Italiano. Il 'partitone' dovrebbe caratterizzare un' area opposta alla sinistra, quindi sarebbe di grande auspicio di lasciare fuori, i finti democratici cristiani, battezzati 'cattocomunisti'. La redazione online plaude all' iniziativa, se la stessa iniziativa rappresenterà la base, il popolo, il centro. Su questo, la Santa Sede dovrebbe essere guida dei politici cattolici, sempre se, la carica dei 90 uomini e donne, si lascino guidare. Una scommessa, che non si guardano sondaggi all' indomani, una scommessa che devono intraprendere soprattutto i giovani, con idee e proposte nuove, ch va contraccambiata con una formazione politica altamente professionale, per ritornare ad ascoltare la gente, in un partito interclassista con valori  e principi, sbandierati troppo spesso ai giorni d' oggi dall' opportunismo politico.
La redazione

Frasi celebri del Presidente: "Il potere logora.."

"Il potere logora chi non ce l'ha." (Giulio Andreotti)

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/politica/frase-1325?f=a:392>

Giulio Andreotti nel film "Il tassinaro" di Alberto Sordi

Nel 1983 nel film "Il Tassinaro", il leader democristiano entrava nel taxi guidato da Alberto Sordi, chiacchierando di calcio e di politica.

VIDEO Youtube | https://www.youtube.com/watch?v=rART--Ctgn4



martedì 2 settembre 2014

La storia del celebre e stimato Cardinale Florenzo Angelini

Il Cardinale Fiorenzo Angelini, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, è nato nel cuore della vecchia Roma (Italia), a Campo Marzio, il 1 agosto del 1916. Compiuti gli studi inferiori entrò nel Pontificio Seminario Romano minore per gli studi ginnasiali e liceali. Furono questi gli anni in cui maturò la sua vocazione sacerdotale. Una vocazione favorita soprattutto dallo spirito con il quale egli visse la militanza nelle file dell'Azione Cattolica Italiana alla quale dedicò le migliori energie giovanili e, successivamente per ben quindici anni, quelle del pastore zelante come Assistente Ecclesiastico nazionale. 
La storia "sacerdotale" del Cardinal Angelini è legata singolarmente alla figura di Papa Pio XII. La volontà di servire il Signore per il resto della vita divenne certezza nel giovane Fiorenzo quando, scelto insieme ad altri due seminaristi romani per offrire simbolicamente il dono dei Seminaristi di tutto il mondo a Papa Pacelli in occasione del giubileo sacerdotale, si ritrovò dinnanzi a Pio XII e restò affascinato da quella ieratica figura. Per la verità quello era il secondo incontro con Pio XII. Qualche anno prima infatti il giovane Fiorenzo era stato ricevuto in Udienza insieme ad altri coetanei in occasione della loro Prima Comunione. In quella circostanza il Papa, giunto dinnanzi a lui, aveva preso il suo volto tra le mani e, guardandolo dritto negli occhi, aveva detto "di questo giovanotto faremo senz'altro qualcosa per la Chiesa". È un ricordo questo che tramandano quanti gli sono più vicini: il Card. Angelini ne è un geloso custode segreto. 
Compiuti gli studi filosofici presso la Pontificia Università Lateranense, conseguito il Baccellierato in Filosofia e laureatosi in Teologia con specializzazione in Mariologia nella Pontificia Facoltà Teologica Marianum, il 3 febbraio del 1940 fu ordinato sacerdote. Erano i tempi duri della guerra. Il giovane prete fu inviato ad aiutare il Parroco di San Michele Arcangelo, una parrocchia dell'estrema periferia di Roma, a Pietralata, dove più dura si mostrava la crudeltà della guerra. A Pietralata abitava tutta la gente più diseredata della città. C'era bisogno di tutto e nessuno era in grado di fornire il minimo di assistenza. Monsignor Angelini si rimboccò le maniche e cominciò a dedicarsi alla gente sofferente. Fondò il Segretariato di Assistenza al popolo, un'organizzazione divisa in sezioni diverse ognuna delle quali capace di venire incontro alle esigenze della gente. Nel primo periodo di attività del Segretariato furono assistite 20.000 persone. Monsignor Angelini aprì poi in Via Pannonia a Roma, una mensa capace di fornire di un pasto caldo duemila persone. Lui stesso si occupava di spaccare la legna necessaria a far funzionare le cucine della mensa. 
Questo suo notevole impegno non passò inosservato. Fu chiamato a ricoprire l'incarico diAssistente Ecclesiastico Nazionale degli Uomini di Azione Cattolica. Era il 1945. Si fece promotore, in questa sua nuova missione pastorale, di numerose e diverse iniziative di carattere culturale, sociale e ricreativo. Tra l'altro in questo periodo organizzò la prima Fiera della stampa cattolica. 
Il momento più esaltante lo visse nel 1947 quando con il Professor Gedda organizzò quella che al tempo fu definita "la più grande adunata di popolo": portò duecentocinquantamila uomini di Azione Cattolica in Piazza San Pietro per un grande incontro con Pio XII. Fu la prova generale per lo storico raduno del 18 aprile del 1948. 
Contemporaneamente a questo incarico si impegnò nell'insegnamento della religione nelle scuole statali e per sette anni (dal 1947 al 1954) fu anche Maestro delle Cerimonie Pontificie.
Alla guida spirituale degli uomini di Azione Cattolica restò sino al 1959. Tra le testimonianze del suo impegno restano la realizzazione della chiesa parrocchiale di San Leone Magno, al quartiere romano Prenestino, donata dagli uomini di Azione Cattolica nel 1952 a Pio XII, il quale tra l'altro inaugurò personalmente la chiesa, e la realizzazione del Centro Pio XII per un Mondo Migliore sulla via dei Laghi (Castelgandolfo), nel 1956. Anche per questo centro cifu l'inaugurazione ufficiale da parte del Papa. 
Il 27 giugno 1956 fu eletto Vescovo titolare di Messene (fu ordinato Vescovo il 29 luglio successivo nella Chiesa di S. Ignazio in Roma) e venne chiamato ad occuparsi dell'Assistenza spirituale nelle cliniche e negli ospedali di Roma. Da questo momento iniziò il suo instancabile impegno nel mondo della sanità. Dal gennaio 1977 al febbraio 1985 è stato anche Vescovo Ausiliare per la diocesi di Roma. 
L'11 febbraio 1985 venne nominato dal Santo Padre Pro-Presidente della Pontificia Commissione per la Pastorale degli Operatori Sanitari e promosso Arcivescovo. Nel 1988 divenne Presidente della medesima Commissione, denominata ora Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. 
Rendere più umano il volto della sofferenza è stato lo scopo principale di un'attività che, esplorando il mondo scientifico ai più alti livelli, ha tentato di porre l'uomo che soffre al centro della sanità. I medici furono il suo primo "obiettivo". Fondò nel 1959 l'Associazione dei Medici Cattolici Italiani divenendone Assistente Ecclesiastico Nazionale. In essi inculcò il principio del servizio generoso, totale e completo da rendere al fratello malato. 
Successivamente dette un nuovo impulso alla pastorale dei cappellani ospedalieri. Egli stesso si ritrovava spesso al capezzale dei morenti per portare il conforto della estrema unzione. Al Concilio Ecumenico Vaticano II fu proponente dell'attuale liturgia del Sacramento dell'Unzione per gli Infermi. Quindi si rivolse al mondo scientifico per sollecitarne un maggiore impegno nella ricerca di tutti i rimedi possibili per lenire la sofferenza ma soprattutto per riaffermare la centralità dell'uomo. 
Su questi grandi valori egli ha voluto che si incontrassero scienziati di tutte le parti del mondo, di razze e religioni diverse offrendo loro la possibilità di superare steccati e barriere artificiose in nome dell'umanità. Rientrano in questo ideale sia la realizzazione di corsi internazionali di Medicina e Morale, sia l'organizzazione di grandi Conferenze Internazionali che annualmente, dal 1986, hanno affrontato tematiche fondamentali per la vicenda umana: "I farmaci a servizio della vita umana" (23-25 ottobre 1986); "L'umanizzazione della medicina" (10-12 novembre 1987); "Longevità e qualità della vita" (8-10 novembre 1988); "Vivere, perché", sull'AIDS (13-15 novembre 1989); "A immagine e somiglianza di Dio: la mente umana" (15-17 novembre 1990); "Droga e Alcolismo contro la vita" (21-23 novembre 1991); "Le vostre membra sono il corpo di Cristo. Le persone disabili nella società" (19-21 novembre 1992); "Il bambino è il futuro della società" (18-20 novembre 1993); "Homo vivens est gloria Dei. Conoscere, amare e servire la vita" (24-26 novembre 1994); "Vade et tu fac similiter. Da Ippocrate al Buon Samaritano" (23-25 novembre 1995). 
Autore di oltre quattrocento pubblicazioni su argomenti di etica medica, di assistenza socio-sanitaria e religiosa tra le corsie degli ospedali, ha fondato innumerevoli opere sanitarie nei Paesi del Terzo Mondo ottenendo una lunga serie di alti riconoscimenti.

Quasi a coronamento della sua lunga attività nel campo dell'assistenza, nel luglio 1991 prende avvio la realizzazione di un grande centro di assistenza per malati terminali, con annesso ambulatorio polispecialistico, a Mosca. 

Da Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 28 giugno 1991, del Titolo di S. Spirito in Sassia, Diaconia elevata pro hac vice a Titolo Presbiterale. 

Dal 31 ottobre 1996 è Presidente emerito del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. 
Dal 1997 - anno della sua fondazione - è presidente dell’Istituto internazionale di ricerca sul Volto di Cristo.

Fonte: www.santiebeati.it 

La satira del Presidente | "Una cosa che non mi piace.."

"Una cosa che non mi piace, quando uno dice che ha gli scheletri nell' armadio, insomma io per la verità ho avuto molte vocazioni, molte aspirazioni, ne ho ancora adesso, ma di fare l' impresario di pompe funebri proprio non ce l' ho." (Giulio Andreotti, 1988)

Redazione | LGBT, Fassino deve spiegare il patrocinio comunale

Con una locandina che calpesta Gesu Cristo e la Vergine Maria, si presenta cosi la mostra LGBT a Torino. La redazione chiede ufficialmente spiegazioni sul manifesto e soprattutto sul patrocinio comunale da parte del Comune di Torino. Sindaco Fassino, chiediamo alla sua coscienza tutto questo.
La Redazione

Redazione | Luxuria ha offeso dignità dell' On Meloni

La transgender Luxuria in un tweet ha citato una situazione familiare privata dell' On Meloni. La redazione leggendo la strumentalizzazione di un' abbandono di un minore da parte del padre, trova tutto questo sconcertante e chiaramente indica il fatto accaduto come un' attacco alla dignità dell' On Meloni. A quest' ultimo va la nostra solidarietà e stima, appoggiando ancora una volta la battaglia dell' esponente di centro destra 'no alle adozioni gay'
La redazione

lunedì 1 settembre 2014

La satira del Presidente | "I Verdi sono come.."

"I Verdi sono come i cocomeri: verdi fuori ma rossi dentro." (Giulio Andreotti)

Finché baffo non ci separi (2 pagine)

Poi c’era l’ Alta velocità. Il costruttore Bruno Binasco (di Itinera, autostrade) raccontò di 400 milioni dati a Greganti per il Pds e in particolare citò una riunione del 1989 convocata dal senatore Lucio Libertini in via delle Botteghe Oscure. C’erano i massimi costruttori italiani. Si era alla vigilia del varo di grandi opere, tra le quali nuovi tratti autostradali e soprattutto l’alta velocità ferroviaria: e il Pds aveva aderito senza riserve, ènero su bianco anche questo. Il costruttore Marcellino Gavio confermerà che Greganti incassò denaro per tener buono il Partito, e il compagno G. peraltro non negò di averlo ricevuto come funzionario del Pci: ma addusse a giustificazione una complicata operazione immobiliare poi smontata dai giudici. Gavio definirà l’elargizione «in previsione del fatto che in quel momento venivano stanziati i finanziamenti per le opere pubbliche che il partito era impegnato a sostenere». Greganti e Binasco sono stati condannati per finanziamento illecito al Pds (5 mesi, 1 anno e 2 mesi) e dalla sentenza si apprende che «era la volontà non del Greganti, ma del Pds, e che tale richiesta egli faceva espressamente in nome e per conto del tesoriere nazionale Stefanini». 
Ebbe qualche ruolo Massimo D’Alema? Non penalmente. Il cassiere socialista Bartolomeo De Toma, ai magistrati, raccontò questo: «Balzamo mi riferì di una riunione sull’Alta velocità dove si discuteva di una ripartizione dei lavori tra le varie imprese che poi avrebbero erogato finanziamenti illeciti. In quell’occasione Balzamo mi disse che, pur essendo Stefanini il segretario amministrativo, tutte le questioni riguardanti il finanziamento erano coordinate dall’allora vicesegretario Massimo D’Alema». Marcello Stefanini e Vincenzo Balzamo non poterono confermare né smentire, essendo morti. A D’Alema comunque nessuno ha mai rimproverato nulla. E tantomeno, per altra faccenda, è accaduto nel 2000 a Cesare De Piccoli: europarlamentare diessino nel 1993, capo dei dalemiani a Venezia, De Piccoli fu beneficiario di mazzette Fiat. Il manager Ugo Montevecchi aveva confessato al Pool di Milano: «Nel 1990 mi fu fatto presente che bisognava dare una mano al Pci e significativamente alla corrente veneta di D’Alema». E versò cento milioni illeciti destinati a De Piccoli. Poi, in altro verbale: «Mi si chiese nuovamente di versare un’altra contribuzione a favore della corrente veneta di D’Alema». E partirono altri duecento milioni elargiti al Pds, maggio e giugno 1992 (piena Tangentopoli), e versati su conti svizzeri. I reati andarono in prescrizione nel febbraio 2000. Due mesi dopo Cesare De Piccoli divenne sottosegretario all’Industria nel governo D¹Alema. Ora è nell’ufficio economico del Partito. 
Il Pci-Pds per il resto ha ricevuto un miliardo di lire da Raul Gardini per l’affare Enimont: questo è assodato, tanto che per questo denaro illecito, anche per esso, Sergio Cusani fu condannato in primo grado. Nel 1994 l’ex uomo di fiducia di Gardini, Leo Porcari, confermò ad Antonio Di Pietro di aver accompagnato il suo principale a Roma, in via delle Botteghe Oscure, affinché incontrasse Massimo D’alema e Achille Occhetto. Nella sentenza del 28 aprile 1994 si apprende di almeno tre incontri di Gardini coi succitati. La testimonianza di Porcari convergeva con quella di Carlo Sama: l’ex amministratore di Montedison aveva riferito a Di Pietro di un colloquio, avuto con Sergio Cusani, dove quest’ultimo raccontava a sua volta che Raul Gardini «gli aveva detto di aver passato un miliardo tondo al Partito comunista, ad Achille Occhetto in persona, per ottenere un appoggio per la defiscalizzazione degli oneri gravanti su Enimont». 
Non bastasse, Pino Berlini, uomo Ferruzzi a Losanna, aveva confermato la movimentazione del miliardo mentre Cusani, sempre secondo Sama, avrebbe usato un aereo privato della Montedison per portare il miliardo da Milano a Ravenna e da Ravenna a Roma. L’audizione di Occhetto e D’Alema fu tuttavia negata dal Tribunale, che pure, nella sentenza, scrisse: «Gardini si è recato di persona nella sede del Pci portando con sé un miliardo di lire. Il destinatario non era quindi semplicemente una persona, ma quella forza di opposizione che aveva la possibilità di risolvere il grosso problema che assillava Enimont (un decreto di sgravio fiscale, ndr). Il fatto così accertato è stato dunque esattamente qualificato come illecito finanziamento di un partito politico». Nel processo d’Appello Cusani fu condannato a sei anni (due in meno), ma l’episodio venne stralciato. 
I segretari nazionali del Pci-Pds non furono mai né seriamente coinvolti né condannati, come detto: questa in effetti è una diversità. Ci sono solo piccole storie penalmente irrilevanti ma storicamente acclarate. Massimo D’Alema nel 1985 incassò circa venti milioni illeciti da Francesco Cavallari, re delle cliniche baresi e definito «facente parte di un’associazione di tipo mafioso» secondo la definizione della Procura Antimafia di Bari: il reato, peraltro non negato da D’Alema stesso, è caduto in prescrizione perché confessato solo nel 1994, un anno dopo la scadenza dei termini. Piero Fassino invece non fu neppure coinvolto in prima persona: per l’indagine sull’immenso centro commerciale Le Gru a Grugliasco, in provincia di Torino, non fu trovato alcun riscontro circa il particolareggiato ma solitario racconto fornito alla Procura da Antonio Crivelli, ex capogruppo del Pci: «La linea del partito era che il centro andava costruito a ogni costo: la nostra sensazione era che la decisione fosse stata già presa in altra sede, e cioè in sede di segreterie di partiti a livello provinciale e nazionale. Avevo saputo che Fassino si era recato a Parigi sotto la Tour Eiffel per ritirare una borsa con del denaro, in relazione alla vicenda delle Gru». Furono appurate tangenti a due sindaci comunisti, ma nessuno confermerà mai il racconto di Crivelli, e tantomeno lo farà Fassino, che tuttavia funse da garante politico per la costruzione di un centro commerciale: meno di una banca. 
Filippo Facci (Il Giornale)


Satira/ Come la famosa lettera di totò, oggi in redazione scriviamo ad Andreotti e De Gasperi.

Giovanotto...carta, calamaio e penna, su avanti scriviamo!...Dunque hai scritto? 
Un momento
Comincia, su!
Onorevoli... onorevoli...
(Girandosi a guardare) Dove sta?
Chi? Quale onorevole!? Hai detto onorevole?T:
E' entrato un' onorevole?
E che ne so!
(Girandosi verso la porta) Avanti! Animale! Onorevole è l'intestazione autonoma, della lettera (riprende)...Onorevoli De Gasperi e Andreotti veniamo, veniamo noi, con questa mia addirvi … Addirvi. Una parola! Scusate se sono poche ma quei Governi della prima repubblica presieduti prima da voi, De Gasperi e poi Andreotti, a noi ci fanno venire tanta nostalgia specie che in questi anni, c'è stato una grande moria delle vacche, come voi ben sapete! Punto! Due punti!! Ma si, fai vedere che abbondiamo. Abbondandis in abbondandum. Questa lettera servono a far si che voi lasciate il paradiso, che gli italiani, che siamo noi, medesimo di persona, perche' l' Italia è uno stato forte... fatta di gente che lavora, di gente che si deve prendere un lavoro, una nazione che deve tenere la testa al solito posto, cioe' sul collo. Punto, punto e virgola, un punto e un punto e virgola.
Troppa roba!
Lascia fare! Che dicono che noi siamo provinciali, che siamo tirati.
Ma è troppo!
Salutandovi indistintamente... nuova corrente primavera che siamo noi...apri una parente e dici che siamo noi. Hai aperto la parente? Chiudila!
Ecco fatto.
Vuoi aggiungere qualcosa?
Io, insomma, senza nulla a pretendere, non c'è bisogno.
La Redazione

domenica 31 agosto 2014

La satira del Presidente | "Una smentita è una notizia.."

Una smentita è una notizia data due volte. (Giulio Andreotti)
Immagine dal sito web www.panorama.it

La satira del Presidente | "So di essere di media statura.."

"So di essere di media statura, ma non vedo giganti intorno a me." (Giulio Andreotti)

La satira del Presidente | "Sapendo che Pietro lo avrebbe.."

"Sapendo che Pietro lo avrebbe rinnegato per tre volte, Gesù gli guari' la suocera morente." (Giulio Andreotti)

Frasi celebri del Presidente | Andreotti e Papa Wojtyla: "Quando compii.."

Andreotti e Papa Wojtyla: "Quando compii ottant'anni mi chiamò. Pensai fosse lo scherzo di qualcuno e invece era lui. Mi disse: "Non dica ottanta ma dica che è entrato nel nono decennio di vita". (Giulio Andreotti)

Frasi celebri del Presidente | "E dire che noi abbiamo sudato lacrime.."

"E dire che noi abbiamo sudato lacrime e sangue per fare la riforma agraria e per dare la terra ai contadini. Invece, oggi vogliono dare il contadino al contadino." (Giulio Andreotti, 2007)

Frasi celebri del Presidente | "Io non sapevo dei rapporti di Lima.."

"Io non sapevo dei rapporti di Lima con Cosa Nostra e non so nemmeno ora se ci sono davvero stati. E comunque anche Gesù Cristo su un uomo tra dodici si sbagliò." (Giulio Andreotti)

Frasi celebri del Presidente | "Se in Italia ci fosse stata l' elezione diretta.."

"Se in Italia ci fosse stata l' elezione diretta del Presidente della Repubblica, io ce l' avrei fatta" (Giulio Andreotti)



Frasi celebri del Presidente | "Sono ancora curioso di sapere perchè gli americani.."

"Sono ancora curioso di sapere perché gli americani sono andati in Afghanistan. Spero che un giorno qualcuno ci aiuti a capirlo." (Giulio Andreotti)